Stemma di Vicchio Vicchio e...

Stemma di Vicchio
Lo stemma del Comune è un pino di color naturale con tre pigne color oro nella chioma e due stelle in oro a 8 raggi sulla destra e sulla sinistra del tronco. Il pino ricorda la forte rocca di Ampinana, le stelle i due borghi di Rostolena e Botena.
Il territorio del comune di Vicchio si estende per 138,89 kmq tra collina e montagna in Val di Sieve nel Mugello centrale. Podesteria medievale, ha raggiunto l'attuale assetto territoriale nel 1893 quando gli furono staccate le frazioni di Celle e Villa, aggregate al comune di Dicomano. L'edificazione delle mura castellane di Vicchio , che ne segnano l'ufficiale origine, risalgono al 1324. Esse, costruite per volontà della repubblica fiorentina che su quei colli e su quei monti aveva da circa mezzo secolo combattuto contro gli antichi signori del territorio, i conti Guidi, cingevano un piccolo gruppo di case sorte negli anni precedenti per mano di coloro che avevano abbandonato i diroccati castelli e le corti feudali di Ampinana, Gattaia, Filiccione, Montesassi. La popolazione della nuova terra aumentò nel corso del XIV secolo, con il definitivo assoggettamento del conte Guido da Battifolle, e acquistò importanza dopo che nel 1477 ricevette da Firenze la concessione di potervi tenere un mercato settimanale. Nel 1529 il castello oppose un'epica resistenza alle truppe di Filiberto d'Orange e del papa Clemente VII, che, malgrado la maggiore quantità di mezzi, dovettero aspettare più di quattro mesi e subire nel frattempo numerosi scacchi prima che il capitano che lo difendeva, Filippo Parenti, non ritenesse opportuno ritirarsi a Marradi. Gravemente danneggiato da un terremoto nel 1798, un altro rovinoso ne dovette subire nel 1919. La tradizione vuole che nei pressi di Vespignano sia nato Giotto (1267 ?-1337); e di Vicchio fu anche il Beato Angelico (1395-1455). Nel corso della seconda guerra mondiale fu gravemente danneggiato e rastrellamenti ed eccidi compirono le truppe naziste nel corso del 1944.

Da vedere:
Museo Beato Angelico , che non conserva opere d’arte dell’artista da cui prende il nome, ma è una raccolta di arte sacra con oggetti provenienti dalle chiese del territorio.
Piazza Giotto , di forma quadrata, sulla quale si affacciano l’antico Palazzo pretorio e la parrocchiale di S. Giovanni Battista.
Casa natale di Giotto a Vespignano, che ospita una raccolta di documenti e testimonianze sulla vita dell’artista.
Parrocchia di Barbiana dove fu parroco fino al 1967 Don Dilani. Qui ebbe la sua scuola, da cui diffuse il suo indimenticabile messaggio di educatore. Don Milani è sepolto nel cimitero di Barbiana.

Uno degli eventi più importanti a Vicchio è sicuramente la Fiera Calda che si tiene l’ultima settimana di Agosto, la prima di Settembre. Inizialmente mercato di bestiame e cavalli, ed oggi una combinazione di affari commerciali , fiera di antiquariato ed arte, spettacoli con cavalli ed altri eventi.
Stemma di Vicchio ... Dintorni

Stemma di Vicchio
Nel Mugello si possono trovare tracce di una storia degna di una grande capitale europea. Lungo il corso della Sieve, a distanza ravvicinata sorgono centri di antica origine e complessa matrice. Già importanti aree etrusche diventano, in epoca romana, sede di colonie e di borghi.
Il Mugello è stata una terra molto amata dai Medici originari, sembra, di Campiano una località del Comune di Barberino di Mugello. Ci sono tanti angoli del Mugello che parlano dei Medici, di questa potente famiglia fiorentina, protagonista della storia toscana dal 1300 agli inizi del 1700. Uomini d’affari, ricchi banchieri, ma anche uomini di cultura, amanti dell’arte e delle lettere. Vollero fare del Mugello il loro biglietto da visita, il segno tangibile ed immortale della loro potenza politica. Oggi rimangono testimonianze importanti di questo passaggio e quello che vi proponiamo è un itinerario alla scoperta dei luoghi medicei, ideale per una giornata da trascorrere tra arte e natura. Il patrimonio storico-religioso rappresenta una parte fondamentale dei beni culturali: il visitatore potrà trovare pievi, abbazie, conventi e oratori sparsi in tutto il territorio. Percorrendo strette stradelle di campagna si scoprono antiche pievi romaniche precedute da un filare di cipressi, nei centri storici degli abitati svettano i campanili di suggestive chiese sulla sommità di monti si trovano solitari e austeri monasteri. Inoltre sparsi nelle campagne circostanti ai paesi del Mugello sorgono spettacolari castelli, fortezze e ville a testimoniare il glorioso passato di queste terre.

Da Vedere:
Fortezza di San Martino Fortezza di S. Martino
San Piero a Sieve
Fortezza cinquecentesca caratterizzata da un circuito irregolare, estesa circa un miglio. Voluta dal Granduca Cosimo I, fu portata a compimento da Bernardo Buontalenti. Attualmente in ristrutturazione. Consigliate passeggiate intorno alle mura

Fortezza del Trebbio
San Piero a Sieve
Villa castello costruita sui ruderi di una precedente torre feudale da Michelozzo Michelozzi su commissione di Cosimo de’ Medici. Mantiene ancora un bel pergolato del XVII sec. e il giardino all’italiana.

Fortezza del Trebbio
Villa di Cafaggiolo Villa di Cafaggiolo
Barberino di Mugello
Residenza tra le preferite di Lorenzo il Magnifico, realizzata da Michelozzo Michelozzi per i Medici. L’edificio ha subito numerosi interventi nell’800. Dietro la villa vasto e folto bosco “selvatico”.

Convento di Bosco ai Frati
San Piero a Sieve
Chiesa e convento riedificati su disegno di Michelozzi per volontà di Cosimo de’ Medici. Si possono ammirare il Crocefisso di Donatello, incunaboli sacri e dipinti del XVI e XVII secolo.

Convento di Bosco ai Frati
Palazzo dei Vicari Palazzo dei Vicari
Scarperia
Di impianto trecentesco, ha subito nel corso dei secoli numerose trasformazioni e restauri. La facciata del palazzo è costellata da stemmi appartenenti ai vicari della Repubblica Fiorentina. È sede di un prezioso archivio storico e ospita un nucleo del museo dei ferri taglienti.

Villa e Parco Demidoff
Vaglia - Pratolino
La tenuta di Pratolino fu acquistata nel 1568 dal Granduca Franceso I de' Medici, il quale dette incarico al Buontalenti di trasformarla in villa. Lasciati in abbandono, la villa fu demolita ed il suo parco ristrutturato (è di quest'epoca la trasformazione in giardino all'inglese) dal Granduca Ferdinando III di Lorena. Successivamente il complesso venne venduto al Principe Paolo Demidoff che nel 1872 fece trasformare il superstite edificio della Paggeria nell'attuale villa. Il 4 agosto 1981 il complesso venne acquistato dall'Amministrazione Provinciale di Firenze per essere destinato ad uso pubblico. Il parco è magnifico, con tracce di grotte artificiali e fontane: dell'impianto rinascimentale sono giunte a noi soltanto la colossale statua-fontana dell'Appennino, del Giambologna, con il laghetto prospicente, la statua del Mugnone e la cappella esagonale, retta da 14 colonne di pietra con cupola laminata in piombo, progettata dal Buontalenti. Nel parco è possibile camminare per chilometri lungo strade bianche, stradelle e sentieri, immersi in un ambiente naturale fantastico.
Villa e Parco Demidoff